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Per approfondire la biografia

Biografia di Miche Berra

 

Michelangelo “Miche” Berra nasce il 23 agosto 1920 a Moretta, una piccola località in provincia di Cuneo e distante qualche decina di chilometri da Costigliole Saluzzo. La sua primissima infanzia è intimamente legata agli spostamenti del padre, la cui attività di capostazione porta la famiglia a risiedere in diversi paesi, dal piccolo comune di Villafalletto fino alla città di Cuneo. Dopo essere stato allievo nel collegio dei Padri Salesiani di Trino Vercellese, continua la sua formazione presso l’oratorio salesiano di Cuneo. Nel 1939, giovanissimo, diventa redattore della “Sentinella d’Italia”, ultimo quotidiano della provincia cuneese. Nel 1940 si diploma ragioniere presso l’Istituto Tecnico “Franco Andrea Bonelli” di Cuneo. Nello stesso anno Miche svolge il servizio militare divenendo sottotenente e, in seguito, capitano degli Alpini, ma dopo l’8 settembre 1943 prende la via dei monti, facendo l’esperienza del partigiano prima a Paralup in valle Stura, poi in valle Varaita, insieme al fratello Federico. Comandante di banda nella Brigata Saluzzo della II Divisione Giustizia e Libertà, “Miguel el fortificador” – nome di battaglia datogli dal partigiano garibaldino “Barbato” (Pompeo Colajanni) e riportato da Giorgio Bocca – fu tra i protagonisti della liberazione della cittadina di Verzuolo.

 

Finita la guerra, nel 1945 Miche rifiuta il posto da giornalista che il direttore de “La Stampa”, Filippo Burzio, gli offre nella redazione di Torino su segnalazione di Marziano Bernardi, che lo aveva visto all’opera sulle pagine della “Sentinella d’Italia”. La scelta di rimanere a Cuneo lo porta a impiegarsi al Consorzio Agrario dove svolge in quarant’anni di attività, la funzione di caposervizio ispettivo e di responsabile di redazione del mensile “Il lavoratore dei Consorzi Agrari”, l’organo ufficiale del Sindacato Nazionale dei Consorzi Agrari di cui è stato per ventisei anni il vice segretario nazionale. Una delle principali ragioni della scelta di Miche di rimanere a Cuneo è il matrimonio con l’amata Emma Stoppa, celebrato nel giugno 1945 da don Cesare Stoppa, il cui nome è legato al giornale cattolico “Lo Stendardo” e alla nascita del partito Popolare. Da Emma, Miche ha due figlie: Erica, già direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Città del Guatemala e ora direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Caracas in Venezuela, e Mariella, docente universitaria presso il CLE (Dipartimento di Cultura Politica e Società) dell’Università di Torino.

 

Al lavoro presso il Consorzio Agrario di Cuneo, Miche affianca un’intensa attività giornalistica. Egli scrive circa trentamila articoli nell’arco della sua vita e circa la metà appartengono all’ambito della critica d’arte, sua vera grande passione. Le sue collaborazioni come giornalista hanno coinvolto numerosi giornali, tra i quotidiani si ricordano: “La Voce del Popolo”; “Lotte Nuove”, “La Gazzetta del Popolo”; “La Prealpina”; “Il Corriere Alpino”; “La Stampa”, “Il Subalpino”. Tra le riviste sono da segnalare: “Cuneo Provincia Granda” (di cui fu fondatore nel 1952 insieme a Gino Giordanengo e Mario Donadei e a cui collaborò dal 1953 al 2007, anno di uscita dell’ultimo numero); “Rassegna” (rivista della Fondazione CRC); “Risorse” (rivista della Banca Regionale Europea); “Costa Rossa”; “Viagginvito” (Bologna); “Il colpo dei barbari” (Copenaghen); “L’Astragalo”; “L’Alba”. Vasta la collaborazione con i periodici locali, soprattutto con il settimanale saluzzese “Corriere di Saluzzo” per il quale ha scritto ininterrotamente dal 1984 al 2009 sulla terza pagina. Miche è stato autore anche di riusciti saggi sull’arte, sulla storia e le tradizioni locali. Sui volumi “L’Almanacco dell’Arciere” ha scritto numerosi saggi prendendo in esame l’arte figurativa, la grafica, la scultura e alcuni studi monografici dedicati ai pittori Matteo Olivero, Luigi Fillia e Pinot Gallizio e allo storico dell’arte Roberto Longhi. Sul volume “Cuneo. La provincia Granda” (Grandapress, 1990), di Franco Collidà e Luigi Botta, ha curato l’ampia sezione “L’arte dalla preistoria a Pinot Gallizio”. Sul libro “Un imprenditore europeo. Una terra di confine” (Cassa di Risparmio di Cuneo, 1992), di Aldo Alessandro Mola e Miche Berra, ha scritto “Valle Varaita. Una terra di confine”.

 

Tra i volumi scritti o curati in prima persona vanno citati: “Immagini di Cuneo”; “Invito a Cuneo” (L’Arciere); “Le burnie di zio Miche” (Primalpe); “Sto facendo il compito” (I libri del Corriere di Saluzzo). L’attività di critico d’arte lo ha, inoltre, portato a far parte delle giurie di molti premi artistici, a curare diverse mostre, a organizzare conferenze e a promuovere diversi artisti, scoperti e lanciati attraverso i suoi articoli: Michel Pellegrino (lo scultore delle pietre e del legno); Giovanni Gagino (di cui ha promosso nel 1975 una mostra alla Galleria Guelfa di Firenze); Carlo Sismonda, Roberto Luciano, Vittorio Risso (di cui ha curato nel 2006 la mostra che gli ha dedicato la città di Saluzzo); Ego Bianchi (di cui ha organizzato una mostra a Cuneo nel 1980); Giulio Benzi (di cui ha curato la mostra antologica a Quargnento nel 1982); Bernard Damiano (di cui ha curato due mostre alla fine del 1990); Maria Rosa Ravera Aira di cui ha organizzato la mostra personale nel 1961 al Circolo di cultura internazionale. Inoltre ha fatto conoscere in provincia di Cuneo il pittore e ceramista Lino Berzoini e gli artisti Tanchi Michelotti e Pier Giuseppe Imberti.

 

Lunga anche la serie di riconoscimenti ottenuti per la sua attività professionale e di promotore culturale. Oltre alla Stella al Merito del Lavoro (1975) e alla Medaglia d’oro per la Fedeltà al Lavoro (1978), ha vinto i premi “Rinascita d’Italia”, “Primalpe”, “Rossana” e “San Giovanni” (2005), quest’ultimo conferito dalla Regione Piemonte per i suoi scritti sulla cultura locale e sull’arte. Nel 2001 l’allora sindaco di Moretta, Mario Piovano, gli ha conferito la cittadinanza onoraria nel paese che gli ha dato i natali.
Dopo essere rimasto vedovo nel 2004, alla soglia dei novant’anni Miche decide di trasferirsi in Guatemala a casa della famiglia della figlia Erica, dove il 6 febbraio 2011 muore per un infarto. Le sue ceneri sono state portate in Italia nel giugno 2011 e riposano nella tomba di famiglia del cimitero di Manta, paese originario del nonno materno, il cavalier notaio Michelangelo Tallone

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