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Scheda approfondimento

Italo Cremona abbandona la laurea in Giurisprudenza (a Torino nel 1927), per la pittura e per un’attività di scrittore che punteggia tutta la sua carriera, spesso con acuto mordente: spiccano le collaborazioni alle pubblicazioni “Fiera Letteraria”, “Emporium”, il “Selvaggio”, “Paragone”. La sua pittura, cresciuta indipendente da scuole e in diretto legame con i suoi interessi critici e letterari, ha un timbro particolare, antischematica, toccata da qualche vena surreale ma soprattutto da uno spirito caustico. L’acquaforte Bagnanti riporta all’attività di incisore, che Cremona intraprese accanto a quella di pittore, scenografo, costumista e sceneggiatore per film (1937-1949). La piccola opera di dimensioni limitate, deriva da una serie di studi sul tema del nudo, soggetto molto caro all’artista, concentrato a studiare dal vero approcci e soluzioni caso per caso (evitando il generico, il manierato, l’astratto), per saggiare la consistenza della figura (dipinta, disegnata, incisa). Nel piccolo foglio, i corpi delle due modelle, uno accovacciato di fianco, l’altro in piedi visto da tergo, sono illuminati da una luce proveniente dall’alto, forse da un lucernario di una soffitta, che scompone le forme in masse squadrate e geometriche, per meglio esprimere l’evidenza fisica dei corpi.

 

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