Scheda approfondimento
Marcello Boglione esordisce come pittore alla Promotrice di Torino del 1909 e dal 1922 si dedica quasi esclusivamente all'incisione, impegnandosi anche in iniziative per diffondere e valorizzare la grafica incisa. Chiamato nel 1934 a sostituire Cesare Ferro, da poco scomparso, nell'incarico di Tecniche dell'Incisione presso l'Accademia Albertina, nel 1938 ottiene la titolarità della Cattedra. Nelle sue opere come Campagna, arieggia una gran calma, un pacato amore per gli aspetti più assorti della natura a preferenza delle avventure degli uomini che appaiono di rado e di sfondo, quasi superflui all'espressione più completa d'un affetto trepido. Di lui scriveva il giornalista Paolo Cesarini: “Per Boglione è chiaro, un intreccio di rami lisci di betulle, una chioma fiorita di castagno, i riflessi d'un canale, il patetico accartocciarsi d'un petalo sono avvenimenti panici, motivi di commozione creativa che durano uguali dalla scoperta fino al termine del lavoro». Presente a tutte le Biennali di Venezia che si sono svolte dal 1932 al 1954, nel 1940 Marcello Boglione ottiene il Premio "Volpi di Misurata" per l'incisione.