Figure d'Acciughe 2024
Il «poco» si allarga… di Ugo Giletta
Ivana Mulatero
Il titolo dell’opera di Ugo Giletta, realizzata espressamente per questa cartella di grafica d’autore del Museo Mallé, è una citazione tratta dal libro di Nico Orengo, “il salto dell’acciuga” (Einaudi, 1997). Lo scrittore narra nel racconto del suo amico pittore che disegna e dipinge con quel “suo segno primario” che a lui pare una acciuga stilizzata. Non vuole dirlo a Ugo Giletta, il suo amico pittore, perché potrebbe sembrare «poco» e offenderlo, e pure una mela e una bottiglia possono sembrare «poco», tuttavia “quando guardi Cézanne o Morandi allora il «poco» si allarga…”.
Guardando la puntasecca, il tempo si dilata a cerchi concentrici; il sasso gettato nello stagno della Storia fa affiorare le punte di lancia, i cunei e i triangoli incrociati dei grandi e piccoli quadri con i segni prepotenti e affilati degli anni ottanta gilettiani. Dieci anni dopo Orengo, come un novello Dante s’inerpica per i sentieri della Valle Maira che furono percorsi dagli erranti acciugai, con una virgiliana guida, l’amico artista intento a “bloccare sulla tela, color argento, nero, giallo, rosso, azzurro, quel segno che sarà selce primitiva, ma a me appare sempre di più come il dorso di una acciuga che salta, guizza, vuol fuggire l’immobilità della campagna e quella, solenne, del Monviso per tornare al mare”. Per tornare all’oggi, le striature di segni, racchiuse in una forma a pennino, rivelano un corpo misterioso di cui si riconosce un lembo di pelle che pare tendersi tra gonfiori, scaglie e piccole chiazze, sotto le quali pulsa la vita di un essere guizzante di una verginità barbarica in questa essenziale e icastica puntasecca del 2024. È il dorso dell’acciuga, di cui parlava Orengo, o quello che noi crediamo di riconoscere. Il soggetto è quasi irreale e nel contempo didascalico, sgomenta e affascina nella percezione di due stati d’animo opposti: l’aggressività acuminata e l’arruffata delicatezza. Come i volti dell’acquarello, le più sintomatiche e riconoscibili opere dell’artista, “il «poco» che si allarga” è frontalmente presente, tolta l’incertezza dei segni aggrovigliati emersi dal vuoto bianco. Tollera di non fare nulla, di non seguire idee preconfezionate. Tollera di non sapere, di non capire, di non potere. Ma ribadisce questa negazione mostrandosi stranamente ingrandito, occupando l’intera dimensione del foglio. Colto nel momento della decantazione, il momento del poi, lo strano dorso d’acciuga dopo essere affiorato alla superfice delle apparenze, sembra già spogliarsi della sostanza rappresentabile per mantenere solo una preziosa capacità animale, quella di sapersi vivo e vero nella diluita inconsistenza infinita.
Ugo Giletta
San Firmino di Revello, 1957
Ugo Giletta vive a Saluzzo e lavora tra San Firmino (il suo paese natale) e Manta dove elabora progetti espositivi destinati a gallerie d’arte e a musei europei ed asiatici prestigiosi, con i quali si afferma tra le personalità di spicco della scena artistica internazionale. Esordisce a metà degli anni settanta con una ricerca rigorosa sul concetto di forma che, da simbolo essenziale, si è tradotto in una serie di figure, volti e corpi disegnati, acquerellati o ripresi in video, come espressione immediata della condizione umana. Attraverso una verifica delle potenzialità espressive dei linguaggi visivi, egli coinvolge in una sorta di opera d’arte totale, la pittura, la scultura, la video arte, l’installazione multimediale, la poesia, l’editoria d’arte, la musica e la filosofia. Nel 2002 fonda a Manta la San Firmino film, uno studio di produzione video e film digitali, dove si dedica alla realizzazione di video/films, alcuni su committenza e altri più personali, nei quali emerge una poetica inquietudine di fondo legata all’enigma dell’esistenza.
Principali mostre personali
2023, Una mostra a Il Fondaco, Associazione Il Fondaco, Bra; 2022, Apparizioni, Legami, Cisterne di Palazzo Acquaviva, Atri; 2022, Luoghi, Cappella Gentilizia del SS. Crocifisso, Castello di Magliano; 2021, Approcci al concreto, Villa Belvedere già Radicati, Saluzzo; 2019, Il volto dell’altro, Ex Chiesa di San Paolo, Cattaro (Kotor) Repubblica del Montenegro; 2019, Intriguing uncertainties, Parkview Museum Singapore; 2017, Le spine della complessità, Complesso Monumentale di San Francesco, Cuneo; 2014, Identità in divenire, Filatoio di Caraglio; 2013, Experience of Empathy, Il Fondaco, Bra; 2011, Subversive Intensity of the Image, Gallery 604, Busan, South Corea; 2008, Il volto dell’altro, LipanjePuntin artecontemporanea, Roma; 2007, Che peccato tu non possa assistere a questa felicità, Associazione Culturale Il Fondaco, Bra; 2005, Una vetrina per la videoarte, Archivio Storico Italgas, Torino; 2003, Volti, Galleria il Prisma, Cuneo; 1999, Morte malinconica del bambino ostrica, Palazzo Ducale, Genova; 1995, Il tempo-percezioni sottratte, Santa Maria del monastero, Manta; 1993, Proposte IX, Palazzo I.R.V., Torino; 1992, Intermedia, Crawford Museum, Kork, Irlanda; 1989, Il colore della forma, Quadreria d’arte contemporanea, Cuneo; 1987, Cavassa 87, Museo Civico di Casa Cavassa, Saluzzo.
Mostre collettive
2024, Evocations. A Nomadic Exhibition Project, Musée Fragonard, Grasse, Francia; 2024, Le falci nell’arte, l’arte delle falci, Museo Civico Luigi Mallé, Dronero; Evocations. A Nomadic Exhibition Project, Galleria Otto Gallery, Bologna; 2023, Evocations. A Nomadic Exhibition Project, Galleria Otto Gallery, Bologna; Evocations. A Nomadic Exhibition Project, Shazar Gallery, Napoli; Evocations, Galerie Brugier-Rigail, Paris; 2022; Apparizioni, Legami, Stills of Peace, Atri; 2019 The Artist’s Voice, Parkview Museum, Pechino, Cina; Dentro il Disegno, La Castiglia, Saluzzo; 2018, Ad Acqua, Pinacoteca Accademia Albertina, Torino; 2015, Le naufrage, Musée de la Corse di Corte, Corsica; 2014, Almanach cabinet de dessin, Galerie Heike Curtze, Vienna, Austria; 2011, 54° Biennale di Venezia – Padiglione Regionale Italia, Museo di Scienze, Torino; 2011, Promenade n. 4, The Kogart Foundation, Budapest, Ungheria; 2010, Fragile, Daejeon Museum of Art, Daejeon, South Corea; 2009, Fragile lands of empaty, MAM, Museo d’Arte moderna e contemporanea di Sant’Étienne, Francia; 2006, Collectors 1, Collezione La Gaia, Filatoio di Caraglio; 2003, La via del sale, Castello di Prunetto, Prunetto; 2001, L’immagine e la parola, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; 1994, Azioni e rifrazioni, Fondazione Marazza, Borgomanero, Novara; 1991, Ai confini dell’impero, Galleria Il Prisma, Cuneo.
Collezioni permanenti
Parkview Green Museum, Pechino (Cina); Parkview Museum, Singapore; GAM, Videoteca, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino; Fondazione VAF. Francoforte sul Meno; Collezione La Gaia, Busca (Cuneo); Civica Galleria d'arte contemporanea "Filippo Scroppo" di Torre Pellice; Le Musée de la Corse, Corte (Francia); Collezione d’arte della Fondazione CRC, Cuneo.
Edizioni d’Arte
2008, Per Cesare Pavese, Poesia di Nico Orengo, acquerelli di Ugo Giletta, Edizioni Pulcinoelefante, Osnago; 2008, Perché, Poesia di Alda Merini, acquerello di Ugo Giletta, Edizioni Pulcinoelefante, Osnago; 2007, Incontro, Poesia di Giovanni Tesio, acquerelli di Ugo Giletta, Edizioni Pulcinoelefante, Osnago; 2006, Omaggio a G. B. Bodoni, Poesia di Nico Orengo, acquerelli di Ugo Giletta, Edizioni Pulcinoelefante, Osnago; 2002, Tracce, tre poesie inedite di Alda Merini, tre acquerelli, una tempera e un disegno di Ugo Giletta, Edizioni Canapo, Prato; 2000, Il Volto, Poesia di Alda Merini, acquerelli di Ugo Giletta, Edizioni Pulcinoelefante, Osnago; 2000, l’Orata, la Triglia, l’Acciuga 3 filastrocche di Nico Orengo, acquerelli di Ugo Giletta, Edizioni Pulcinoelefante, Osnago.
La cartella di grafica d’autore Figure d’acciughe 2017- 2024
La rassegna “Figure d’acciughe”, ideata da Ivana Mulatero per il Museo Luigi Mallé con il sostegno del Comune di Dronero e della Regione Piemonte, nasce nel 2017 con l’intento di valorizzare il linguaggio della calcografia e dell’incisione contemporanea in coerenza con le sezioni di disegno e stampe del museo, eredi della grande mostra curata da Luigi Mallé con Ferdinando Salomon “L’incisione Europea dal XV al XX secolo” (1968) per i Musei Civici di Torino, e in dialogo creativo con le tradizioni del territorio. Nella storia della rassegna si annoverano le cartelle di grafica d’autore espressamente ideate per l’occasione e interpretate da Mario Gosso (2017), Guido Navaretti (2018), Elena Monaco (2019), Gianfranco Schialvino (2022) Gianni Verna (2022), Xavier de Maistre (2023) e da Ugo Giletta (2024) Di ognuna il Museo Mallé conserva gli esemplari che vanno a incrementare il patrimonio d’arte della comunità, facendone omaggio alcune della serie a personalità eminenti del settore.
Il «POCO» si allarga… 2024
Puntasecca incisa su lastra di zinco mm 200 x 150
impressa con inchiostro Charbonelle su carta Magnani in 10 esemplari
stampata da Bruno e Luca Giuliano
La cartellina-contenitore è realizzata dall’Antica Tipografia Coalova di Dronero
I loghi di Museo Mallé, Comune di Dronero, Fiera Acciugai, Regione Piemonte, Galleria Il Fondaco